La sfida della dispersione scolastica

Qual è lo stato di salute del nostro sistema scolastico? È un argomento che il Presidente INVALSI Roberto Ricci ha affrontato in un suo recente intervento sul sito Rai Scuola di Rai Cultura parlando del delicato tema della dispersione scolastica, problema non certo nuovo e che riguarda tutti i Paesi dell’Unione Europea.

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Il nostro Paese ha riportato significativi miglioramenti nel contrasto al fenomeno della dispersione scolastica, il cui valore è sceso per la prima volta sotto la soglia del 10%. Il traguardo del 10,2% posto dal PNRR per il 2026 quindi è già stato raggiunto.

Se il dato nazionale è incoraggiante ci sono però all’interno del Paese valori molto differenti tra le diverse aree geografiche:

abbiamo sostanzialmente le regioni divise in due gruppi: il Centro-Nord, dove questa dispersione è ampiamente sotto il 9% da anni, e le regioni del Mezzogiorno, dove purtroppo questo dato – per quanto in calo anche lì e questo è un dato importante – si trova però ampiamente sopra il 10%.

A queste differenze si aggiungono poi microdifferenze territoriali, che si riscontrano ad esempio nei grandi centri urbani, dove convivono realtà molto diverse.

Benché a livello nazionale si registrino quindi segnali decisamente positivi, pure nell’eterogeneità, a livello internazionale il quadro è diverso. Occorre infatti considerare che

l’Italia è tra i Paesi che hanno la dispersione scolastica più alta, sono pochi i Paesi che hanno la dispersione più alta di noi […] tuttavia la decrescita che abbiamo osservato in Italia è più forte di quella che abbiamo osservato negli altri Paesi.

Questo ci indica che si sta procedendo in modo positivo, analogamente a quanto è accaduto qualche anno fa in Portogallo, Paese i cui valori oggi sono ampiamento sotto la media.

Nel nostro Paese si pone poi un’ulteriore questione rispetto agli altri Paesi dell’Unione Europea in merito alla dispersione scolastica, cioè quello della dispersione implicita. Questa

ci serve per vedere con quale livello di preparazione i ragazzi escono una volta che hanno conseguito la maturità. Quindi sono in dispersione implicita quei ragazzi e quelle ragazze che, pure conseguendo il diploma di maturità, hanno livelli di competenza – nelle competenze di base, quindi di Italiano, Matematica e Inglese – che ci dovremmo aspettare al massimo in seconda superiore.

Ci sono tuttavia ancora altri aspetti sui quali riflettere perché del problema della dispersione – forse non ancora, o non sempre, pienamente compreso – si colgano le profonde implicazioni sociali ed economiche, vale a dire

che l’insuccesso scolastico che i ragazzi e le ragazze tendono ad accumulare anche nella scuola primaria […] alla fine costituisce un fardello che spesso porta all’abbandono della scuola.

La permanenza a scuola è una grande sfida che investe la collettività e i diversi attori che la compongono, soprattutto le famiglie. Queste non sempre sono consapevoli del danno che l’abbandono produce sul futuro dei figli, soprattutto laddove le condizioni socioeconomiche sono meno favorevoli e la rilevanza della scuola non pienamente compresa.

Oggi le azioni di contrasto alla dispersione possono godere di strumenti anche tecnologici per individuare tempestivamente segnali di allarme in questo senso. Del resto, siamo consapevoli che

la prevenzione dell’insuccesso scolastico è la leva più efficace.

E questo vale anche per i giovani che provengono da contesti più svantaggiati, perché buoni risultati scolastici sono un fattore che motiva a restare e a perseverare nell’impegno ad apprendere.

Abbattere i livelli di dispersione, tuttavia, non è qualcosa che riguarda solo gli attori che a vario titolo si muovono nel contesto scolastico.  Investe invece

l’intera società […] non c’è nessuna democrazia che può sopravvivere a lungo se non può contare su una popolazione istruita, perché i valori della coesione, dello sviluppo economico sono concetti complessi e che richiedono anche la capacità di guardare in prospettiva.

Non essere in grado di vedere le conseguenze nel breve e nel lungo periodo della dispersione scolastica rende più pesanti le conseguenze che questo preoccupante fenomeno può avere sul futuro di tutti e di ciascuno di noi.

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Foto di Depositphotos

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