Gli allievi eccellenti nelle prove INVALSI 2025

Parlare di equità del sistema scolastico vuol dire essere attenti alle caratteristiche e ai bisogni di tutti gli allievi e alla capacità della scuola di sostenere adeguatamente ciascuno. Ciò vale per coloro che fanno maggiore fatica nel loro iter formativo e nel conseguire i risultati attesi, come anche per coloro che raggiungono esiti più elevati, cioè per gli studenti e le studentesse accademicamente eccellenti. Cosa ci dicono in merito a questa categoria di allievi i dati della Rilevazioni INVALSI degli ultimi anni? 

È opinione ormai da tempo diffusa e condivisa che un sistema scolastico, per essere equo, deve essere in grado di realizzare un’offerta formativa che garantisca a ciascuno studente uguali condizioni e opportunità di apprendimento. È una garanzia che investe anche quegli allievi che gli esiti conseguiti alle Prove nazionali identificano come studenti accademicamente eccellenti, o top performer.

In questa categoria rientrano quei ragazzi che:

  • in Matematica e in Italiano raggiungono almeno il livello 4
  • in Inglese conseguono nelle prove di Reading e Listening
    • il livello A2 al termine del primo ciclo
    • il livello B2 al termine del secondo ciclo

Quale profilo delinea per questa tipologia di studenti la Rilevazione 2025 al termine della Scuola secondaria di primo e di secondo grado?

Alla fine della Secondaria di primo e secondo grado

I dati del 2025 mostrano una diminuzione complessiva di studenti accademicamente eccellenti piuttosto evidente alla fine del ciclo Secondario di primo grado.

La percentuale di top performer, che nel 2018 era del 21,8%, è gradualmente scesa, passando al 19,5% del 2023 al 20,1% del 2024, fino all’attuale 18,5%. Il percorso verso il 21,8% prepandemico è quindi ancora un risultato a cui tendere.

In generale tra gli allievi accademicamente eccellenti si registra un numero maggiore di femmine (+1,2 punti percentuali). Anche la cittadinanza italiana, la regolarità del percorso di studi e la condizione socioeconomica più avvantaggiata sono fattori che influiscono sulla numerosità di studenti che si collocano nella categoria dei top performer.

Per quanto riguarda l’ultimo anno della Scuola secondaria di secondo grado i dati rilevati nel 2025 evidenziano un calo nel numero dei top performer, che scendono al 12,3% della popolazione studentesca, riportando così una flessione di -2,8 punti percentuali rispetto al 2024. Si tratta del risultato più basso da inizio rilevazione.

La differenza tra maschi e femmine è di poco a favore dei maschi (+0,7 punti percentuali), diversamente da quanto si è osservato per l’ultima classe del ciclo precedente.

Si conferma invece sostanzialmente quanto osservato al termine della Scuola secondaria di primo grado in merito alle altre variabili, cioè la cittadinanza italiana, la regolarità negli studi e lo status socioeconomico avvantaggiato, che tuttavia sembrano avere un peso maggiore rispetto al ciclo scolastico precedente.

In merito all’indirizzo di studi scelto, i dati mostrano una percentuale di top performer più elevata nei licei (23,9%) rispetto agli istituti tecnici, dove raggiunge il 6,8%, e ai professionali (0,7%).

Diversamente da quanto si è osservato al termine della Scuola secondaria di primo grado, alla fine della Secondaria di secondo grado la quota di ragazzi e di ragazze accademicamente eccellenti è simile, mentre lo status socioeconomico ha un peso maggiore, come lo hanno la cittadinanza italiana e la regolarità del percorso di studi.

Cosa accade nei territori

Osservando poi i dati nazionali in rapporto alle percentuali regionali di studenti e studentesse accademicamente eccellenti, al termine del primo ciclo di istruzione si delineano tre raggruppamenti:

  • GRUPPO 1, che accoglie le regioni Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, provincia autonoma di Trento, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Marche e Abruzzo.  Sono i territori in cui oltre il 20% della popolazione scolastica ricade nella categoria dei top performer
  • GRUPPO 2, che comprende Liguria, provincia autonoma di Bolzano – lingua italiana – Lazio, Molise, Puglia, Basilicata, Sicilia e Sardegna. In queste regioni la quota di top performer è compresa tra il 10 e il 20%.
  • GRUPPO 3, al quale appartiene solo la Calabria, regione nella quale gli allievi accademicamente eccellenti sono meno del 10%.

Per quanto riguarda l’ultima classe della Secondaria di secondo grado la suddivisione per territori descrive anche qui tre raggruppamenti, di composizione diversa rispetto alla Secondaria di primo grado:

  • GRUPPO 1, nel quale è accademicamente eccellente oltre il 20% dei ragazzi, è formato dalla Lombardia, dove si ha il miglioramento più evidente, dalla provincia autonoma di Trento (dove si ha tuttavia una diminuzione), dal Veneto, dal Friuli-Venezia Giulia e dall’Emilia-Romagna
  • GRUPPO 2, composto da Valle d’Aosta, Piemonte, Liguria, provincia autonoma di Bolzano – lingua italiana – Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Abruzzo, Molise, Puglia e Basilicata. In queste regioni la quota dei top performer è compresa tra il 10% e il 20%. In questo raggruppamento il miglioramento maggiore si ha in Liguria e nel Lazio, mentre Valle d’Aosta e Molise fanno registrare una flessione.
  • GRUPPO 3, formato da Campania, Calabria, Sicilia e Sardegna, in cui sono meno del 10% gli studenti con risultati elevati.

Qualche riflessione per concludere

Le Rilevazioni annuali, che permettono di osservare con sistematicità l’andamento del livello di equità nella nostra Scuola, nel tempo e in tutti i territori, sono uno strumento imprescindibile perché un’istanza alta come costruire un sistema scolastico inclusivo si trasformi in possibilità concreta per ogni studente di conseguire il successo formativo.

Un sistema scolastico equo, infatti, non è soltanto quello che sostiene chi è in difficoltà, ma anche quello che sa valorizzare gli studenti eccellenti. I dati INVALSI 2025 mostrano una flessione preoccupante dei top performer ed è questo un segnale che richiama l’urgenza di politiche capaci di tenere insieme fragilità e talento.

Garantire equità significa dunque offrire a ciascuno le condizioni per crescere al massimo delle proprie possibilità, non lasciando indietro chi fatica, ma non frenando chi eccelle. Solo così la scuola può diventare davvero inclusiva e generare capitale umano e culturale di cui l’intero Paese ha bisogno.

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