La Scuola, strumento per la sicurezza in rete dei ragazzi

Anche se rispetto a noi adulti i ragazzi sono nativi digitali e si rapportano all’universo web con maggiore naturalezza, non sono però al riparo dai pericoli di internet. Tra i suoi compiti la Scuola ha quindi anche quello di educare i giovani a un uso consapevole del digitale.

La Scuola, strumento per la sicurezza in rete dei ragazzi

Nell’ultimo anno l’utilizzo di internet da parte degli studenti si è notevolmente accresciuto a causa dell’emergenza sanitaria. Oltre che per la Didattica a Distanza, i ragazzi sono rimasti connessi più a lungo per compensare la riduzione dei rapporti con i loro coetanei.

Ma il world wide web non è solo una risorsa per ridurre le distanze fisiche e culturali, può anche essere una fonte di insidie per il benessere personale e forse anche per l’incolumità. È quindi necessario dare un’educazione all’uso del digitale per prevenire i rischi di un cattivo utilizzo di internet.

Vediamo insieme quali sono i principali pericoli in rete e come la Scuola può aiutare ad evitarli.

Cyberbullismo, razzismo e discriminazione online

Molte delle problematiche già note alla comunità educante oggi sono migrate sul web, dove hanno acquisito forza e vigore.

Ne sono un esempio gli atti di cyberbullismo e di razzismo che si possono verificare mentre si gioca online, con i contenuti audiovisivi e testuali diffusi sui social, nelle interazioni apparentemente private in chat e app di messaggistica.

Negli ambienti virtuali le dinamiche del bullismo e della discriminazione possono avere effetti devastanti in quanto non esistono barriere definite.

Le azioni, o meglio le prevaricazioni, possono diventare virali e diffondersi in maniera incontrollata, segnando in modo indelebile le vittime di tale violenza.

Predatori cibernetici e challenge online

La rete è anche piena di malintenzionati che provano ad adescare o circuire in rete i ragazzi  approfittando della loro inesperienza. Spesso queste persone fingono di essere coetanei dei minori o si appropriano dell’identità di familiari e conoscenti per ottenere incontri dal vivo oppure informazioni e materiali digitali privati.

Il catfishing, cioè l’utilizzo fraudolento dell’identità altrui in rete, viene comunemente usato per truffare persone di tutte le età, ma può essere particolarmente pericoloso per i ragazzi: questi ultimi non vengono ingannati per finalità economiche, ma sono più frequentemente vittime di abusi di natura sessuale.

Un’altra problematica che espone i giovani a potenziali rischi sono le challenge online. I ragazzi prendono parte a delle sfide, che spesso sono dannose o potenzialmente letali, per gioco o spinti dal desiderio di emulazione.

Azioni che possono causare ripercussioni negative in futuro

Una ulteriore minaccia, più nascosta e forse per questo apparentemente meno grave ma assolutamente da sottovalutare, consiste nel fatto che Internet non possiede una funzione per eliminare i contenuti. Anche se si sta attenti alla privacy si perde il controllo di tutto ciò che viene condiviso in rete ed è difficile cancellarne le tracce anche a distanza di anni.

E molte persone, anche adulte e non solo i giovani, non hanno consapevolezza degli effetti negativi a lungo termine che può avere la pubblicazione o la condivisione di materiali personali in rete.

Anche dopo molto tempo dalla pubblicazione i ragazzi possono trovarsi in difficoltà per effetto di leggerezze adolescenziali che in epoca pre-internet sarebbero state invece dimenticate. Ma anche nel breve periodo un contenuto digitale può creare seri problemi nella vita quotidiana, ci basti pensare a cosa accade quando vengono divulgati contenuti intimi in maniera non consensuale.

La consapevolezza digitale a Scuola

Per affrontare i rischi di Internet diversi sistemi educativi hanno deciso di stabilire insieme le basi per un‘Educazione Digitale. Condividendo informazioni e dati offrono un maggior numero di elementi utili a chi deve occuparsi della stesura delle policy per contrastare le problematiche che si originano dal digitale.

Una delle iniziative messe in campo a tal fine è il progetto 21st Century Children dell’OCSE, che ha l’obiettivo di esplorare le policy e le pratiche educative utilizzate per migliorare la sicurezza dei ragazzi nell’ambiente digitale e come i sistemi educativi si stanno organizzando per contrastare la costante evoluzione dei rischi della rete.

Più in generale, la finalità condivisa dai vari Paesi è quella di

fornire ai ragazzi le competenze per navigare in modo efficace ed etico nell’ambiente digitale, aiutandoli a comprendere i rischi digitali che si ritroveranno a fronteggiare.

I sistemi educativi devono quindi farsi promotori delle competenze digitali, della cittadinanza digitale e dell’alfabetizzazione mediatica.

Quest’ultima, ad esempio, aiuta i giovani a discernere le informazioni che potrebbero essere fuorvianti o false, a separare i fatti dalla finzione e a cercare fonti di informazione affidabili.

In questo scenario gli insegnanti sono attori importanti e il loro compito è accompagnare i ragazzi nella comprensione sia dei rischi sia del potenziale del mondo digitale. Ancora una volta quindi il corpo docente è in prima linea nel forgiare la futura società.

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