Quanto sono pronti ad affrontare l’università o il mondo del lavoro gli studenti e le studentesse dell’ultimo anno della Scuola secondaria di secondo grado? Le Rilevazioni nazionali del 2025 offrono una fotografia delle competenze raggiunte dai giovani al termine del loro percorso scolastico.

I risultati conseguiti dagli oltre 507.000 studenti dell’ultimo anno della Scuola secondaria di secondo grado (grado 13) che hanno partecipato nel 2025 alla Rilevazione INVALSI delineano un quadro dettagliato su quali sono le competenze che questi giovani hanno nel loro bagaglio formativo al termine del percorso scolastico.
I dati misurati ogni anno attraverso le Prove nazionali sono fondamentali non solo per valutare lo stato di salute del sistema di istruzione, ma anche per comprendere quanto i diplomandi siano pronti ad affrontare il loro futuro, di studi o professionale.
Luci e ombre al termine del percorso scolastico
In Italiano una ripresa faticosa
A livello nazionale, il 51,7% degli studenti ha raggiunto in Italiano un risultato almeno adeguato (21% Livello 3; 17,5% Livello 4; 6,0% Livello 5).

Descrittori dei livelli previsti per la prova di Italiano. Fonte: Rapporto 2025
Rispetto agli esiti del 2024 si registra tuttavia una contrazione di 4.8 punti percentuali. L’andamento nel tempo, inoltre, mostra come dopo il drastico calo post-pandemico i risultati del 2025 continuino a oscillare senza riuscire a risalire ai livelli pre-emergenziali, stabilizzando quei segnali di ripresa che si erano registrati l’anno precedente.

Punteggio medio dei risultati in Italiano. Serie storica. Fonte: Rapporto 2025
Le fragilità in Matematica
I dati delle Prove in Matematica mostrano una situazione con qualche elemento di complessità in più rispetto all’Italiano. La percentuale di allievi che raggiunge la soglia della sufficienza è del 49,2%, con un calo di 3,3 punti rispetto al 2024. In altri termini, meno della metà della popolazione studentesca è in grado di dimostrare competenze adeguate al grado di scolarità.

Descrittori dei livelli previsti per la prova di Matematica. Fonte: Rapporto 2025
Anche in questo caso, analogamente a quanto si osserva per Italiano, nel confronto con i dati del 2019 (61%) il divario è piuttosto marcato e dopo una lieve risalita nel 2024 (193 punti), il punteggio medio è tornato a ridursi, arrivando a 189,8 punti.

Punteggio medio dei risultati in Matematica. Fonte: Rapporto 2025
Ciò suggerisce l’ipotesi che le difficoltà nel recupero degli apprendimenti siano influenzate da fattori strutturali oltre che dagli strascichi della crisi sanitaria dovuta al COVID.
L’Inglese in cammino
Il quadro delle competenze di Listening e Reading per l’Inglese ha un andamento un po’ diverso di quello che i dati delineano per Italiano e Matematica.
Nella prova di Reading (comprensione della Lettura), il 55,3% degli studenti raggiunge i traguardi previsti (B2 per licei e tecnici, B1 per i professionali). Sebbene sia un valore in calo rispetto al 2024 è un risultato che resta in linea con gli esiti del periodo pre-pandemico.

Punteggio medio dei risultati in Reading. Fonte: Rapporto 2025
La prova di Listening (comprensione dell’Ascolto) conferma invece una tendenza complessivamente positiva sul lungo periodo. La percentuale di studenti che raggiungono il traguardo previsto è cresciuta dal 35% del 2019 al 43,6% del 2025.

Punteggio medio dei risultati in Listening. Fonte: Rapporto 2025
È uno sviluppo che può essere attribuito a diverse cause, tra le quali una maggiore esposizione alla lingua attraverso i media digitali e a metodologie didattiche più interattive.
Divari territoriali e indirizzi di studio
I dati rilevati da INVALSI nel 2025 sottolineano la persistenza di forti disparità tra territori e tra indirizzi di studio sia in Italiano sia in Matematica.
Il Nord-Ovest e il Nord-Est registrano le quote più alte di traguardi di apprendimento raggiunti, mentre il Sud e le Isole mostrano risultati significativamente minori, con punteggi medi spesso al di sotto della media nazionale.
Per quanto riguarda i diversi indirizzi di studio, i risultati più robusti si registrano nei licei.
Appare invece decisamente diversa la situazione negli Istituti tecnici e soprattutto negli Istituti professionali, dove si registrano situazioni di maggiore criticità, con quote di adeguatezza che in diversi casi non superano il 18% in Matematica e Italiano.
Le disparità che si evidenziano sono un dato che desta preoccupazione in merito al fenomeno alla dispersione scolastica implicita. Questa realtà riguarda gli studenti che terminano le superiori con competenze molto basse in tutte le materie: nel 2025 il valore nazionale è dell’8,7%, in aumento rispetto al 2024. Il fenomeno colpisce maggiormente i ragazzi rispetto alle ragazze e gli studenti provenienti da contesti socio-economici svantaggiati.
Parallelamente, si registra il dato più basso di sempre per quanto riguarda l’eccellenza accademica: solo il 12,3% degli studenti raggiunge i livelli più elevati in tutte le prove. Questo calo suggerisce una difficoltà del sistema non solo nel sostenere chi è in difficoltà, ma anche nel promuovere i talenti più brillanti.
Considerazioni conclusive
I fattori che possono aver determinato nel 2005 una flessione degli esiti che sembra andare oltre l’effetto pandemia possono essere diversi e di diversa natura.
Tra questi possiamo annoverare la crescente complessità sociale, che pone alla scuola sfide nuove la cui gestione può essere faticosa. Anche l’impatto delle tecnologie, con l’uso pervasivo dei media digitali, sembra influenzare i processi di apprendimento in modo ancora non pienamente integrato con la didattica tradizionale.
Infine, un ulteriore elemento sul quale riflettere è la disuguaglianza di indirizzo. Il calo nei risultati, infatti, non è uniforme e colpisce maggiormente gli Istituti professionali, nei quali in molte regioni l’esito medio si ferma al Livello 1, che è il gradino più basso della scala.
I risultati del 2025 richiamano perciò l’urgenza di interventi mirati a ridurre le disuguaglianze territoriali e tra i diversi percorsi di studio. Se da un lato l’Inglese mostra segnali di vitalità, la fragilità riscontrata in Italiano e Matematica rappresenta una sfida cruciale per garantire a tutti i giovani le medesime opportunità di realizzazione personale e professionale.
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